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Lina Passalacqua Futurista dei nostri tempi di Paolo Vegas (2014)

Ottobre 28, 2014 di Paolo Vegas su “cultura.diariodelweb.it”

Lina è una donna straordinaria, prima attrice poi artista, ha attraversato la sua vita conoscendo personaggi importanti e guardando costantemente al futuro per inseguire una nuova idea e un nuovo progetto.

ROMA – Ciao Lina, è un piacere poter parlare con te, sei la «Futurista dei nostri tempi», il percorso però è stato lungo, mi racconti un po’ della tua arte?

Io sono nata in Calabria ma vissuta a Genova, i miei genitori non mi hanno mai iscritta al Liceo Artistico. all’epoca si diceva che era una scuola di perdizione, per questo mi hanno indirizzata in altri studi. Io non volevo fare l’impiegata e me ne andai via di casa, a Genova, con mio fratello, frequentavo la Borsa di Arlecchino, un importante teatro d’avanguardia con Paolo Poli che recitava, mi videro e fui scritturata.

Come nasce e si sviluppa il suo linguaggio visivo?

Dopo un primo periodo figurativo in cui frequentavo lo studio dell’incisore Carlo Alberto Petrucci (presidente della Calcografia Nazionale e grande amico di Morandi), ho avuto la fortuna di conoscere due grandi maestri del secondo Futurismo, Enzo Benedetto e Antonio Marasco. Il primo oltre a essere un bravissimo pittore, era anche il direttore della rivista Futurismo Oggi, redazione che per diversi anni ho frequentato.

Scritturata in che senso? Come attrice?

Ero la prima donna, ho debuttato e vissuto bellissimi anni, ho sfruttato il fatto che giravamo molto e visitai tutti i Musei d’Italia, quando mi sono trasferita a Roma ho cominciato a prendere lezioni di pittura, mi sono diplomata e ho iniziato prima ad insegnare nelle scuole, poi la mia carriera di pittrice.

Il tuo è un tratto molto fluido, sei partita con il figurativo ?

Si, sono partita dal figurativo, però non mi bastava.

Bello, mi sembra di capire che nella tua vita il fatto che «non ti basta mai» sia ricorrente, sei una donna molto sicura di sé.

Eh eh, si diciamo così. Ho iniziato come ritrattista per una rivista di teatro che si chiamava Maschere, poi ho conosciuto Mario Verdone, papà di Carlo, il più grande storico italiano sul Futurismo e mi ha aperto gli occhi, lui mi diceva sempre che 1800 era francese ma il ‘900, grazie al Movimento Futurista, era italiano.

Quindi ti sei avvicinata a quel concetto di pittura ?

Ho studiato molto Boccioni e Balla e ho iniziato a inserire nei miei dipinti questo concetto di spazio, questa velocità e simultaneità che è data dai futuristi. Prima erano macchine, poi ho inserito la figura, fino a fare dei cicli pittorici come quello del volo e quello della donna dove ho fatto una mostra dal titolo Liberati dalle Pastoie, esisti, fatto nel 1985.

Oggi su cosa stai lavorando ?

Ora ho appena fatto una mostra al Vittoriano con 40 quadri sulle stagioni, 10 per ogni stagione, più 40 bozzetti, io dipingo ancora come si faceva nel Rinascimento, ad olio con le velature anche se poi nella mia pittura c’è questo concetto di spazio futurista, ma la tecnica è Rinascimentale. Chi mi ha insegnato la tecnica pittorica è stato Carlo Alberto Petrucci Accademico di San luca e molto amico di Morandi che ho avuto la fortuna di conoscere.

Una vita attraversata anche da grandi personaggi, bello, sei fortunata.

Ho studiato molto Boccioni e Balla e ho iniziato a inserire nei miei dipinti questo concetto di spazio, questa velocità e simultaneità che è data dai futuristi. Prima erano macchine, poi ho inserito la figura, fino a fare dei cicli pittorici come quello del volo e quello della donna dove ho fatto una mostra dal titolo Liberati dalle Pastoie, esisti, fatto nel 1985.

Grazie Lina, è stato davvero piacevolissimo poter sentire le tue storie. Io chiudo sempre con il chiedere se c’è un oggetto, un elemento o un personaggio come ad esempio un quadro, una scultura, una fotografia o una qualunque opera d’arte, oppure un disco, una canzone, un libro, una poesia o un artista che non ti abbandona mai e che porti da sempre e per sempre nel tuo cuore. Esiste qualcosa del genere nella tua vita di artista ? Se fossi l’ultimo abitante della terra cosa terresti con te ? Un’ opera da contemplare, un libro da leggere, una canzone da ascoltare o un personaggio con cui chiacchierare ?

Porterei con me un quadro di Lorenzo Lotto.